Tecnologia

Antenne per telefonia mobile ed inquinamento elettromagnetico: qualche chiarimento

E’ con moltissimo piacere che per la prima volta, e non smetterò mai di ringraziarlo, un mio caro amico (il dott. Pierpaolo Piunti) utilizza questo spazio messo da me a disposizione, per discutere di un argomento serio e spesso trattato da persone più o meno esperte del settore. Lo fa scrivendo alcune righe che spero possano, se non convincervi, almeno tranquillizzarvi circa la non dannosità delle onde elettromagnetiche emesse da apparati wireless come cellulari, router o adattatori necessari per creare delle WLAN. Nel caso voleste fare alcune domande al dott. Piunti, vi prego di comunicarmelo, così potrò mettervi in contatto con lui. Il dibattito e la discussione può continuare sul forum ufficiale del sito, se siete interessati. Per commenti o altro, ricordatevi di utilizzare l'apposito form che troverete in fondo all'articolo. Questo è tutto: buona lettura...

Negli ultimi anni si è sentito spesso parlare di inquinamento causato dalle antenne dei cellulari: in qualche paese la popolazione si è addirittura mobilitata per impedire l'installazione di stazioni radio base nei pressi di scuole o sul tetto di qualche palazzo temendo la possibile contaminazione dell'area e la possibilità di essere affetti da particolari malattie. Tuttavia nulla di tutto questo è supportato da validi dati sperimentali e l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha addirittura convenuto che non è possibile imputare alle sorgenti di campo elettromagnetico, quali appunto le antenne per telefonia mobile, forme patologiche che si sono presentate in individui che vivevano in prossimità di questi siti. Le conclusioni dell'OMS sono supportate, oltre che dal non avere ottenuto validi dati sperimentali attraverso le varie commissioni che nel tempo si sono costituite, dalla ricerca e dallo studio della tecnologia che regola il fenomeno della propagazione elettromagnetica. Una normativa molto stringente inoltre riguardo ai limiti di emissione delle sorgenti dovrebbe consentire a tutti di “dormire sonni tranquilli”. Con questo non si vuol dire che in generale le onde elettromagnetiche non recano alcun effetto sulla salute delle persone, ma che la particolare gamma di frequenze considerata (0-10 GHz) e le particolari emissioni di potenza a cui tutti noi “non addetti ai lavori” siamo esposti non sono in grado di recare effetti significativi sulla nostra salute. Innanzi tutto occorre caratterizzare le onde elettromagnetiche alla frequenza in esame. Tali onde radiazioni sono dette “non ionizzanti” in quanto, a differenza ad esempio dei raggi X, non sono in grado di distruggere i legami chimici della materia. In ogni caso le onde elettromagnetiche a radiofrequenza hanno degli effetti biologici. Se l'esposizione è particolarmente intensa danni possibili includono cataratta, scottature della pelle, scottature profonde, spossamento da calore e colpi di calore. Questi disturbi sono dovuti al riscaldamento dei tessuti conseguenti all'elevato assorbimento di radiazioni. Sottolineiamo la parola “elevato”. Per riscontrare tali effetti infatti il livello di potenza trasportata dall'onda elettromagnetica e incidente sul corpo deve essere sufficientemente elevato e l'esposizione sufficientemente prolungata.

Per quanto riguarda i livelli di potenza si ricorda che questa in condizioni di campo lontano (ovvero ad una distanza dall'antenna pari a diverse volte la lunghezza d'onda) varia come 1/d2 dove d è la distanza dall'antenna. Quindi “elevato assorbimento” sta a significare porsi per diverse ore a una decina di centimetri dall'antenna. Per un “non addetto ai lavori” ovvero una qualsiasi persona che non sia il tecnico addetto alla manutenzione è vietato accedere ad un'area così vicina all'antenna. Si fa notare facendo riferimento all'immagine 1, che l'antenna non è tutto il palo, ma solamente i tre pannelli montati in cima alla struttura. Le antenne montate sui tetti dei palazzi hanno pali molto più bassi, ma ugualmente non recano problemi a coloro che abitano agli ultimi piani perchè non irradiano elevata potenza nella direzione verticale, ma sono progettate per irradiare il massimo della potenza in una direzione che guarda una zona lontana a quella dove è montata l'antenna. A questo si aggiunga, come anticipato, il fatto che ogni paese ha fissato i limiti di emissione delle antenne e dei dispositivi in modo da stare abbondantemente all'interno di quei livelli che sono stati sperimentalmente individuati come rischiosi. Un discorso simile può essere fatto per le antenne poste all'interno dei telefoni. E' stato dimostrato che il riscaldamento dei tessuti prodotto da questo tipo di antenne non è dannoso per la salute di un essere umano. Si tenga poi presente che, oltre ai limiti di emissione fissati dalle normative, gli standard GSM e UMTS hanno un meccanismo di controllo della potenza emessa (TPC) per cui più vicini siamo all'antenna trasmittente (quindi meglio è coperta la zona in cui siamo) minore sarà la potenza emessa dall'antenna del nostro telefono. Alla luce di questo sono veramente discutibili tutte quelle campagne di propaganda che spingono ad opporsi all'innalzamento delle antenne delle stazioni radio base: minori sono le antenne, peggiore è la copertura delle zone, maggiore è la potenza emessa dal cellulare. Come detto precedentemente, nella banda di frequenze tra 0 e 10 GHz, a determinare l'entità degli effetti biologici non è il valore della frequenza, ma la quantità di energia assorbita.

Pertanto il discorso fatto fino a questo momento vale anche per le antenne degli apparati wireless delle nostre reti LAN domestiche. Le bande GSM e UMTS sono infatti intorno ai 900 MHz, ai 1800 MHz, ai 1900 MHz e ai 2200 MHz. La banda di Wi-Fi 802.11, ovvero lo standard utilizzato per accedere alla rete Internet in modalità wireless, è intorno ai 2400 MHz. Resta solo da osservare che i livelli di potenza emessi da apparecchi destinati a questo standard sono sensibilmente minori rispetto alle antenne per telefonia mobile e, essendo la frequenza più alta, anche la distanza di campo lontano sarà minore.

In conclusione quindi non è corretto parlare di inquinamento elettromagnetico, ma, per individuare questi fenomeni, è preferibile il termine impatto ambientale delle onde elettromagnetiche a radiofrequenza in quanto queste sono responsabili di effetti che solo in particolari circostanze (non facili da verificarsi come abbiamo visto...) sono responsabili di effetti indesiderati sul corpo umano.

Per maggiori informazioni ed approfondimenti:


http://www.ilmondodelletelecomunicazioni.it/propagazione_file/propagazione.htm

per avere una panoramica generale riguardo alla propagazione delle onde elettromagnetiche

http://xoomer.alice.it/albpales/Telefonia_mobile/toc-it.htm#NQ2


una serie di domande e risposte riguardo al tema dell'impatto ambientale delle onde elettromagnetiche.

http://www.ifac.cnr.it/pcemni/libro1/

una pubblicazione ad opera del CNR di Firenze per “addetti ai lavori” riguardo alla protezione dai campi magnetici non ionizzanti.

http://www.comunicazioni.it/binary/min_comunicazioni/normativa/DI_381_1998_09_10.pdf

testo della normativa riguardante i limiti di emissione a radio frequenza.

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